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Il blog dell'Istituto Tecnico Superiore Machina Lonati di Brescia

“Creare eventi è come creare abiti su misura”

Prima di buttarci a capofitto nella realizzazione di uno dei progetti proposti durante il nostro corso, ci siamo fermati e abbiamo riflettuto su “cosa è un evento”?

L’evento è uno strumento di marketing che consente di rafforzare la propria immagine sul territorio e nella comunità, creando relazioni tra gli ospiti e generando nuovi contatti.

Perciò deve essere preparato nei minimi dettagli e diretto da una persona che sa quel che fa.

Uno degli esempi più vicini a noi studenti è la nostra professoressa di Organizzazione Eventi, Nicoletta Bontempi. E noi l’abbiamo intervistata per voi!

Partita da una formazione linguistica all’Università degli Studi di Verona, iscritta poi all’“Ordine dei Giornalisti” come Pubblicista, è da tempo attiva nel campo dell’eventistica nel panorama bresciano. 

Da dove nasce la sua passione per l’organizzazione di eventi?

L’eventistica è una conseguenza naturale del lavoro che ho scelto: la comunicazione, infatti si sviluppa in molti modi, tra i quali la gestione e la realizzazione di eventi.

Ho iniziato facendo la giornalista, per poi lavorare in uffici stampa soprattutto per eventi nel campo dell’arte e delle grandi mostre. È grazie a questi che la passione per gli eventi è diventata un vero e proprio lavoro.

Non sono necessari solo gli studi, ma anche la formazione sul campo. È un lavoro dove l’esperienza altrui è utile perché ti aiuta a crescere e a imparare da chi ormai ha acquisito abilità in questo campo.

Com’è cambiato il ruolo dell’event manager negli ultimi anni con l’avvento delle nuove tecnologie?

Il lavoro è molto cambiato, soprattutto in termini di figure professionali perché i social network hanno cambiato nel profondo le dinamiche e tutto è molto più “marketing oriented”.

Il lavoro di una buona agenzia è anche quello di saper creare un terreno al proprio cliente, “non sono i soldi che fanno un buon progetto, ma sono i buon progetti che fanno i soldi”.

Oggi c’è molta improvvisazione, ne sono un esempio gli influencer.
Per essere un buon comunicatore, però, bisogna anche sapere leggere oltre le righe, non essere superficiali ed essere sempre informati. 

Immaginiamo siano molto importanti anche i rapporti umani, a partire già dal team di lavoro.
È meglio lavorare soli o in gruppo?

In gruppo, assolutamente!

Spesso il primo incontro con un nuovo cliente preferisco farlo da sola, imposto la strategia e poi la trasmetto ai miei collaboratori.
Durante gli incontri successivi le figure vengono presentate passo dopo passo al cliente, come quando si costruisce un puzzle.

Il mio lavoro è anche quello di fare da cuscinetto tra creativo e cliente, perchè creare un evento è come creare un abito su misura.

Coordinare più menti è fondamentale, quali altre doti deve possedere un event manager?

Io sono una maniaca del controllo, rileggo sempre tutto per non perdere mai l’obiettivo finale. Per fare questo bisogna avere una forte pianificazione, capacità di gestione del gruppo di lavoro e conoscenza del territorio.

Si deve essere curiosi e non voler di più di quel che si ha. Inoltre la buona salute non è da sottovalutare perchè si lavora molto in esterno, in situazioni di stress e a contatto con le persone.

Fondamentale è avere sempre un piano B!

Ci racconti la sua giornata tipo.

Le nostre giornate tipo sono fatte di grandi incontri e creazione di relazioni e strategie, lavoro di coordinamento ed empatia.

La maggior parte del tempo la spendiamo all’esterno per incontrare i clienti ed eseguire sopralluoghi nelle location.

Non si lavora quasi mai su un solo progetto alla volta: al momento, ad esempio, stiamo lavorando su sei progetti.

Per questo, nella trasmissione delle informazioni tra colleghi e durante il lavoro, è richiesto tempo, pazienza e capacità di sintesi.

Prima di tutto si analizza la strategia di lancio di un progetto, si creano gruppi di lavoro e si programmano riunioni per monitorare il punto della situazione.

Il responsabile del progetto è da tenere sempre informato sui vari lavori e l’occhio di una persona esterna è molto importante perché da sempre un “valore aggiunto”.

Anche se non sempre i sogni diventano realtà, è stimolante ascoltare le testimonianze di chi è riuscito a farcela, perché ci spingono a non abbatterci, ma continuare a provare.


Marta Grignani e Irene Perobelli

II Anno del percorso di Marketing e Comunicazione per le Imprese di Moda 

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