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Fondazione Prada: un viaggio nei contrasti

Quando sul mio feed Instagram è apparsa una foto di Giulia Valentina, ex fidanzata di Fedez, insieme a dei funghi appesi al contrario, da persona curiosa quale sono, ho voluto capire dove si trovasse questa installazione.
la risposta? all’interno della torre di Fondazione Prada.

Ma di cosa si tratta vi chiederete voi…

Fondazione Prada è un progetto architettonico guidato da Rem Koolhaas.

È caratterizzata da edifici già esistenti, una ex distilleria risalente ai primi anni del Novecento, e da tre nuove costruzioni.
Queste costruzioni sono un ottimo espediente: tramite i contrasti tra gli edifici, vecchio e nuovo, orizzontale e verticale, si vuole mostrare la natura della Fondazione.

Ogni edificio ha un proprio nome e sono aperti al pubblico solo i cinque che ospitano le installazioni. Fondazione Prada, infatti, ospita diverse tipologie di mostre ed esibizioni che si dividono in permanenti e temporanee.

Quelle permanenti si trovano nella Haunted House, nell’edificio chiamato Cinema e nella Torre Atlas, mentre quelle temporanee sono situate presso il Podium e la Cisterna.

HAUNTED HOUSE

Il primo edificio aperto al pubblico è la Haunted House, che ospita le opere di Robert Gober, scultore statunitense, e Louise Bourgeois, scultrice e artista francese, morta nel 2010.

Sfortunatamente all’interno non è consentito scattare fotografie, ma certamente l’aspetto più particolare di questa struttura è l’esterno: non è pitturato con semplice vernice oro, ma è proprio ricoperto da 200.000 fogli d’oro zecchino.

PODIUM

Successivamente, seguendo il percorso, incontriamo il Podium che ospita l’installazione dell’artista tedesco John Bock, “The Next Quasi-Complex”, visibile soltanto fino al 24 settembre 2018.

Uno degli aspetti più curiosi e impattanti sul pubblico è l’interno della costruzione di latta arancione, dove è stata ricostruita la scena di un omicidio.

cinema

L’edificio sette, ovvero il Cinema, ospita nella parte sotterranea il “Processo Grottesco”, un’installazione del fotografo tedesco Thomas Demand, in cui l’artista ha utilizzato 30 tonnellate di cartone grigio per ricostruire una grotta situata sull’isola di Maiorca.

cisterna

Nella Cisterna troviamo invece l’opera di Laura Lima, artista brasiliana, dal titolo “Slight Agitation 4/4”. Questa è composta da due parti: un quadro che oscilla e una scultura statica nella stanza.

L’installazione colpisce lo spettatore grazie ai contrasti forti con cui è costruita: il quadro è di colore chiaro, mentre la scultura è nero e ti pervade con una sensazione di inquietudine che stenta ad andarsene.

L’installazione rimarrà visibile fino al 22 ottobre 2018.

TORRE ATLAS

Per finire arriviamo alla Torre Atlas, che ospita nei dieci piani di cui è composta diverse installazioni di vari artisti, come Carla Accardi e Jeff KoonsWalter De Maria, Mona Hatoum.

Tra queste installazioni si trovano di certo le più fotografate di tutta Fondazione Prada: i palloncini colorati e i funghi, che per l’esattezza sono di una specie velenosa.

Oltre a queste troviamo anche macchine antiche, quadri e, ultima, ma non per importanza, la vista del paesaggio circostante.

Rem Koolhass conclude l’introduzione a Fondazione Prada dicendo che: “la complessità del progetto architettonico sottolinea lo sviluppo di una programmazione culturale aperta e in continua evoluzione, nella quale sia l’arte che l’architettura trarranno beneficio dalle loro specifiche sfide”.

Ho visitato la Fondazione incuriosita dalla fotografia, ma mi ha colpito anche l’essenziale all’interno di un perimetro vasto.

Fondazione Prada e tutti i suoi contrasti meritano un paio d’ore del nostro tempo, per meravigliarci con ciò che ci troviamo attorno.

 

Marta Grignani
II anno del percorso di Marketing e Comunicazione per le Imprese di Moda

 

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