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Nuove frontiere della moda: la Gender Neutral Fashion

C’erano una volta, non molto tempo fa, la moda uomo e la moda donna, caratterizzate da dettami e canoni precisi da seguire. C’erano una volta ed oggi non ci sono più, oggi si parla di moda genderless.

Potrebbe essere questo l’incipit di una narrazione sulla storia della moda in un futuro molto più vicino di quanto pensiamo?

In quali modi si stanno preparando il fashion system ed i designer alla nascita ed alla crescente affermazione di concetti come “moda genderless” e “gender fluidity”?

Fonte: GQ Italia

La collezione genderless di Bottega Veneta

Come afferma Trisha Balster nel suo articolo “What Does Genderless Fashion Mean Today?” pubblicato su Indie Magazine, la parola “moda genderless” (letteralmente “senza genere”) nel mondo fashion sta ad indicare un capo di vestiario non disegnato e progettato per essere indirizzato esclusivamente ad un preciso genere.

Con questa tendenza viene meno la classica differenziazione tra abiti maschili o femminili e ci scosta quindi dalle nozioni consolidate di abbigliamento per uomo o per donna.

La moda “unisex” esiste ormai da tempo e offre capi di abbigliamento versatili, soprattutto  per quanto riguarda l’abbigliamento sportivo e street.

Jaden Smith testimonial della tendenza genderless di Louis Vuitton

La vera novità della moda genderless, però, sta nel fatto che essa nell’ultimo paio di anni domini “le collezioni dei designer di tutto il mondo, tanto nel lusso quanto nelle offerte più economiche”.

Serena Tibaldi, infatti, nel suo articolo “Genderless: la tendenza senza sesso che piace al mercato” pubblicato su D.It, parla di questo stile come di una tendenza “democratica” che va ad interessare tutte le fasce di mercato.

I capi genderless di Zara

Emblematica in questo senso la passerella di Gucci, nel 2015, su cui sfilano ragazzi eterei.
Un momento chiave, si capirà in seguito, per una riflessione che va oltre la promozione di un nuovo trend, perché questa nuova moda  diventerà sempre più legata ad un altro concetto chiave della contemporaneità: la libertà di espressione.

Fonte: GQ Italia

Tendenza genderless anche per Giorgio Armani

Proprio sulla scia di un dialogo continuo e sempre più aperto su identità di genere, identità sessuale e parificazione dei diritti emergono le parole di Emma McIlroy, CEO di Wildfang, brand di ispirazione streetwear che ha lanciato recentemente delle collezioni moda genderless.

In una recente intervista all’Independent, infatti, la McIlroy afferma che il genere è un concetto piuttosto restrittivo.
Storicamente ha dettato regole relativamente al tipo di lavoro, al comportamento da tenere e all’abbigliamento delle persone e questo ha limitato la capacità di alcuni di esprimersi realmente e di raggiungere il loro potenziale.
L’abbigliamento genderless permette a queste persone di esprimersi esattamente come scelgono di farlo”.

Questo pensiero sembra accomunare un numero sempre crescente di fashion designers, che sulle loro passerelle combinano ormai indistintamente le collezioni uomo e donna, fino ad arrivare, nel caso di John Lewis, ad abolire le etichette indicanti “bambina” o “bambino”.

Le etichette genderless di John Lewis

Molti, infatti, hanno scelto di creare con un approccio genderless proprio perché questo accomuna la visione della moda più vera che condividono i brand, così come chi li indossa.

In questa direzione anche le parole di Tamar Levit e Yaen Levi, fondatori di Muslin Brothers, brand dalla chiara connotazione genderless.

“Quando creiamo, la nostra visione corrisponde all’interazione tra corpo, capo di abbigliamento e spazio.
Tutti questi sono concetti universali e senza genere.
Utilizziamo dettagli, materiali e silhouette che sono prevalentemente maschili o femminili e li mescoliamo perché possano evolvere in molti altri diversi generi”.

Uno scatto della collezione Muslin Brothers

Un’idea della portata del fenomeno ce la fornisce il fatto che anche due dei maggiori colossi del fast fashion, Zara e H&M, hanno recentemente lanciato sul mercato rispettivamente le linee Ungendered e Denim United, i cui modelli possono essere indossati indifferentemente sia da uomini che da donne.

Denim United di H&M

Come rimarca Serena Tibaldi “è interessante che la categoria venga riconosciuta e valorizzata”.

Ungendered di Zara

Pertanto, qualunque sia il vostro stile, l’auspicio è che la nuova frontiera della moda genderless sia un arricchimento della vasta proposta nel fashion design.

Monia Dallagrassa
I Anno del percorso di Accessori per la moda

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