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Il blog dell'Istituto Tecnico Superiore Machina Lonati di Brescia

H-FARM: human is the power

Dopo averne sentito tanto parlare, nei giorni dall’11 al 15 Giugno, mi sono finalmente recata a H-FARM.
Un’esperienza incredibile che mi ha arricchito da diversi punti di vista.

Prima di raccontarvi tutto però è meglio se iniziamo con qualche precisazione riguardo H-FARM.

COS’È H-FARM?

H-FARM (Human Farm) nasce a Ca’ Tron con l’obiettivo di favorire lo sviluppo delle imprese. Un incubatore di Start Up in grado non solo di fornire supporto alle aziende ma anche di educare ed informare giovani talenti ed imprenditori, verso una digitalizzazione ed una coscienza per immaginare, reinventare e plasmare il mondo di domani.

Una Silicon Valley tutta italiana, un ambiente altamente tecnologico, ma strettamente legato alla terra e al verde che la circonda.

Cinque giorni di full immersion per progettare da zero una start up

Guidati dai simpaticissimi Achille e Serena abbiamo sperimentato sulla nostra pelle tutti gli step di realizzazione. Inizialmente ci sembrava quasi impossibile. Pensavamo: “Se un imprenditore ha un’idea ci mette mesi, se non anni per svilupparla. Come possiamo noi riuscirci in soli 5 giorni?”

Prima di tutto è bene capire come siamo arrivati fino al fatidico giorno di chiusura.

GIORNO 1

Alle sei e mezza ritrovo della Classe di Marketing e Comunicazione per le imprese di Moda del I anno di ITS Machina Lonati e la mitica Margherita.

Pronti per partire!

Valigie enormi, borse, cibo e cuffiette ci hanno accompagnato in questo viaggio che, a tratti, ci sembrava interminabile.

Arrivati a Roncade abbiamo fatto la traversata nel verde con le nostre super valigie perché 5 giorni sono tanti e lo stretto necessario non è mai così stretto! 😉

Siamo stati accolti da Laura che ci ha spiegato la realtà di H-FARM e ci ha guidati in un’attività di Ice Breaking.

No, non la solita presentazione a cui siamo abituati ma un post-it nel quale bisognava indicare tre fatti della nostra vita: due veri ed uno falso che poi dovevano essere esposti alla classe.

Sono venuti fuori una serie di fatti anche imbarazzanti dal “Mentre guidavo ho perso una ruota” (vero, oltretutto) all’aver provato da piccoli le “prelibatezze” (cimici, crocchette per gatti, anelli e così via) fino ad aver quasi rischiato la vita in mezzo al mare, ma abbiamo capito che in fondo ci conosciamo bene perché subito riuscivamo a capire cosa di noi era falso.

Terminata questa prima attività, ci hanno servito un pranzo Km 0 al ristorante dell’azienda, “La Serra”, preparato con prodotti coltivati direttamente nell’H-ORTO.

Abbiamo proseguito poi con un tour di tutta la struttura: abbiamo conosciuto qua Zooppa e le diverse “aree” che compongono questa dinamica realtà.

Rientrati dal tour è stato il momento di creare i gruppi di lavoro.

Per definire le diverse professioni abbiamo fatto la “Marshmellow challenge”: dati dieci spaghetti ed un marshmellow ogni gruppo doveva ingegnarsi per creare la struttura più alta, posizionando il dolcetto al vertice ed evitando che questa cadesse. Ne abbiamo combinate di tutti i colori!

Questo ci ha però aiutato a capire i diversi approcci sia di mentalità che pratici per realizzare quanto richiesto.

Così si è concluso il primo giorno: a suon di spaghetti cadenti e marshmellows distrutti ed incollati ovunque.

I giorni successivi

I giorni a seguire hanno avuto come focus lo sviluppo di una start-up.

Serena ci ha dato questa consegna: “Moda Concept, azienda bresciana storica di abbigliamento femminile con target tra i 20-30 anni, cambia amministratore delegato. Questo richiede, ad ogni area interna all’azienda, di innovare il retail al fine di implementare le vendite”.

Da qua in poi, una fuga di cervelli unica: dai problemi dei retail attuali alle nuove tecnologie da poter implementare, dai litigi fino alle discordanze su cosa fosse meglio fare o evitare. Ogni gruppo è riuscito a raggiungere una propria idea.

Da sinistra Giulia (Project Manager), Irene (Business Developer), Davide (Project Manager), Valentina ed Io (Marketing Manager) e Beatrice (Graphic Designer).

Partiamo da questa domanda e capirete la nostra idea:

“A quanti di voi è capitato di passare una sera in centro davanti ad una vetrina o di vedere una pagina di un negozio su Instagram, andarci e trovarlo chiuso? E cosa avete fatto in quest’occasione: lasciato perdere, aspettato, ma con rabbia?”

A noi è capitato innumerevoli volte. Vuoi per gli orari in cui siamo impegnati o semplicemente perché era sera ed il negozio era chiuso, in quel momento, davanti ad una bella vetrina, svanisce il sogno di possedere quel capo esposto.

Peccato vero?

Il mio gruppo, composto da me, Irene (blogger anche lei per ITS), Giulia, Beatrice, Valentina e Davide, alias H-POWER, ha pensato a come rendere questa un’esperienza d’acquisto completamente nuova ideando POINT-FIT.

Uno store HI-TECH, Davide insisteva sull’utilizzo di questo termine ed è stato il suo tormentone, così come OUTFIT e l’ossessione per i costi, dotato di una vetrina led wall interattiva che, anche negli orari di chiusura del negozio, permette dallo schermo di poter vedere l’intero assortimento, di poter provare “virtualmente”, grazie ad un sistema di riconoscimento e sovrapposizione dei capi, il vestito e anche di comprarlo!

Una vetrina sempre attiva sia di giorno che di notte che permette di velocizzare e snellire il processo, ma anche di poter acquistare in orari inusuali.

Un’idea che, in fase di confronto con gli altri gruppi, ha avuto diversi apprezzamenti ma altrettante critiche. Tutto costruttivo, però, perché ci ha permesso di mettere a punto un’idea nuova che poteva reggere sotto diversi punti di vista.

E POI?

Da qui in poi tutte le analisi di mercato per verificare la fattibilità, analisi dei costi e delle strumentazioni da adottare, questionari on-line per verificare il consenso anche del pubblico e così via.

La fase di prototipazione ci ha permesso di esprimere la nostra creatività attraverso ogni strumento disponibile. Questo era un esempio della vetrina disegnato da Giulia, Irene e Valentina.

Un lavoro lungo, intenso e costante che ci ha permesso di trasformare una semplice intuizione in qualcosa di più concreto.

Cinque giornate piene, sempre con il cervello attivo in cerca di qualsiasi spunto per migliorare la nostra idea.

GIORNO 5

Eccoci ora all’ultimo giorno: il giorno della presentazione agli investitori.

Appena arrivati eravamo già operativi per mettere insieme un power point pulito, semplice e di alta qualità, in grado di veicolare i vantaggi e le proprietà del progetto, al fine di risultare appetibile per gli investitori.

Prove di public speaking, di mobilità verso il pubblico e di mantenimento dell’attenzione per evitare che tutto lo sforzo svanisse per un’esposizione lasciata al caso.

LA PRESENTAZIONE

Ad un certo punto abbiamo anche pensato di perdere Beatrice per l’ansia a cui era sottoposta, ma ci ha fatto fare un figurone!

Abbiamo esposto il progetto a tre investitori e a Barbara Toselli, la nostra Coordinatrice didattica, e l’abbiamo difeso con le unghie e con i denti credendoci fino all’ultimo secondo.

È andato tutto bene? CERTO! 😉

Abbiamo vinto? NO. 🙁

Ma questo non ci ha scoraggiato. Potevamo fare meglio, ma abbiamo creato delle relazioni positive, abbiamo collaborato e faticato tanto, ci siamo divertiti, abbiamo fantasticato, giocato, ma ci siamo meritati tutto. Ci siamo fatti un grande applauso e ci abbiamo riso sopra.

H-FARM ci ha insegnato che niente è impossibile

Con la buona volontà, la cooperazione, l’ascolto e l’empatia all’interno di un gruppo si possono fare passi da gigante anche in poco tempo.

Ringrazio ITS Machina Lonati per questa bellissima esperienza, i miei compagni di avventura, i “rivali” del gioco che ci hanno motivato e spronato a fare meglio, Achille e Serena per i preziosi consigli ed infine Margherita e Barbara perché ci hanno accompagnato in questo cammino e ci hanno permesso di relazionarci tra noi.

Magari non era il fine ultimo quello di rafforzare i legami di classe ma, dopo cinque giorni insieme sia a Roncade che a Jesolo (bella vita eh?) abbiamo avuto modo di comunicare tanto e di ripartire per quest’ultime settimane ancora più complici e con il giusto spirito.

Ed ora, ci aspettano gli ultimi esami!

Sabrina Peli
I Anno del percorso di Marketing e Comunicazione per le Imprese di Moda

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