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Il blog dell'Istituto Tecnico Superiore Machina Lonati di Brescia

Quando l’abito fa il monaco… manuale d’istruzione per un fashion identikit!

Oggi giorno (come in passato, d’altronde!), il modo di vestire esprime un modo di essere, un’ideologia in cui si crede o un genere musicale che si ascolta. Se negli anni ottanta paninari, punk, rockabilly erano solo alcuni dei gruppi che si contrapponevano per ideologie e modi di vestire, anche oggi gli stili dei ragazzi per strada sono più vari che mai!

Nella speranza di non offendere nessuno (famose una risata!) proverò ad identificare con un “fashion identikit” i maggiori gruppi e a svelarvi i tratti distintivi di ognuno di essi.

Gli hipster/indie

Li riconosci dai pantaloni dalla vita alta (all’incirca alle ascelle) e dalla t-shirt rimborsata di qualche gruppo sconosciuto o camicie dai colori sgargianti e fantasie imbarazzanti tipicamente anni ‘80. Ascoltano musica impegnata, con uno spessore testuale non indifferente ma che –incredibile ma vero- non viene capito dagli altri esseri umani che continuano ad ascoltare il malefico “mainstream”. Se volete incontrarne alcuni esemplari recatevi in un mercatino vintage perché, ricordate: è sempre il momento giusto per comprare un capospalla in renna di 3 taglie più grande.

 

I fighetti

Amano la bella vita, il farsi vedere sempre al top, uscire e farsi guardare. Re e regine degli aperitivi e delle serate in discoteca, immortalano i loro outfit e le loro uscite per attirare attenzione sui simili di sesso opposto o per fare invidia per la it-bag sfoggiata. In questa categoria ci sono esemplari di vario genere e di diversa classe sociale: in base a ciò può cambiare il negozio al quale si affideranno devotamente per acquistare vestiti. Diciamo che se il budget può essere diverso, ciò che hanno in comune è la capacità di spendere gran parte del loro stipendio per capi d’abbigliamento e accessori suuuuper trendy … e infatti poi mai una volta che ti offrano da bere, oh.

I fissati con lo streetwear

Il loro outfit è composto da capi sportivi e comodi, spesso provenienti da qualche limited edition disponibile solo in Birmania, che non importa se costa un occhio della testa e la sua composizione è poliestere 700%, l’importante è avere un logo di dimensioni spropositate addosso. Li riconosci perché spesso ascoltano hiphop e il loro sogno segreto (segretissimo!) è quello di finire su hypebeast.

I metallari

Nascono con magliette di gruppi metal già incorporate e –ora che vanno di moda- ci tengono a farti sapere che loro le hanno sempre indossate, e mica solo da quando la Ferragni di turno ha deciso fossero di tendenza. Borchie e pelle sono le loro migliori amiche. Questo può intimorire, ma non preoccupatevi: dietro l’aspetto duro e minaccioso ci sono solo persone amichevoli pronte a bere birra con voi e a farvi convertire alla musica veeeeery heavy.

I classici

Di una noia mortale, sono fermamente convinti che si possa vivere di soli capi “evergreen”! Il loro armadio è quindi composto da pantaloni classici, camicie tinta unita, giacche basic, colori tenui… che in un attimo ti donano quei 10 anni secchi in più. Contenti loro!

E dopo aver sparato a zero su chiunque, termino con me stessa, che con un po’ di autoironia, mi definisco la regina delle Poser!

Ogni giorno mi sveglio e attingo da tutti questi stili: se mi sveglio con la luna storta la scelta dell’outfit andrà sicuramente sulla parte dark del mio armadio, se è venerdì e non vedo l’ora di andare a ballare hip hop sfodero jeans larghi e magliette stampate XXL, se mi sento malinconica e incompresa ecco fuori uscire il mio lato indie con capi rubati a nonne o zie (Dio benedica loro e i loro capi vintage!).

Qualcuno potrebbe dire che non ho uno stile, che ogni giorno mi “improvviso” membro di qualche subcultura.
Ma forse, alla fine, non è più divertente così?

Arianna Ganda
Diplomata corso Stilista Tecnologico

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