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Product Manager: la professione vista da Sara Visentin

La mia storia inizia tre anni fa. Nell’ultimo semestre di corso all’ITS Machina Lonati ho dovuto decidere “cosa fare da grande” e sono approdata nell’ufficio stampa e marketing di Mauro Gasperi.

Mi sono trovata a lavorare insieme alla responsabile commerciale, un master in giornalismo di moda e tanta, tantissima passione. In quei mesi ho imparato molte cose: scrivere comunicati stampa, spedire i capi a blogger e giornaliste, tenere le relazioni con influencer e stampa nazionale, partecipare gli eventi.

Finito il tirocinio è stata lei a dire in azienda che la mia presenza era diventata troppo importante per venire meno e… dall’ufficio stampa sono passata ad occuparmi di prodotto fino a diventare PRODUCT MANAGER.

Essere Poduct Manager di un’azienda moda non è una passeggiata ma offre soddisfazioni impagabili. Di fatto sono la figura “ponte” che collega lo stilista e i diversi creativi, l’area commerciale e la produzione. Quindi? Lo stilista mi consegna il progetto stilistico che viene poi modificato e integrato con gli obiettivi strategici, di immagine e di vendita dell’azienda o del brand in relazione alle esigenze dei diversi target o mercati.

Quella del Product Manager è una professione con due anime: da un lato c’è l’attenzione alla creatività e all’estetica, dall’altro invece quella dei numeri cioè costi di produzione e obiettivi aziendali.

Come Product Manager mi occupo del prodotto moda e del suo sviluppo commerciale sia in Italia che all’estero. Mi occupo anche di consulenza per due aziende cinesi e questo mi porta molto spesso in Cina. Lì i ritmi sono pazzeschi, si lavora dodici ore al giorno sabato e domenica inclusi.

Il mio lavoro inizia dalle collezioni disegnate dallo stilista: una volta che il concept creativo è stato sviluppato  prendo in mano le collezioni e le adatto in base ai mercati di riferimento e alle vendite. Seguo mercati molto diversi tra loro come Russia, Giappone, Cine ed Emirati Arabi e quindi adatto lo stile in base alle specificità del Paese di riferimento. A volte realizziamo collezioni specifiche, altre volte invece andiamo a modificare solo alcuni prodotti.

Cosa cambia tra un mercato e l’altro? A livello stilistico lavoriamo sulle linee, le lunghezze, le silhouette, le taglie e sui colori in modo da renderli il più possibile trasversali. Per realizzare delle collezioni appetibili su più mercati è indispensabile lavorare gomito a gomito con il designer.

L’attività di consulenza che seguo in Cina è ancora diversa dalla mia routine in Italia: là seguo la parte stile, la realizzazione del prodotto, il visual e la presentazione di prodotto. Sono una sorta di direttore creativo. Ora conosco molto bene anche il mercato cinese: rispetto a noi sono molto magre e quindi si lavora su taglie diverse rispetto alle nostre e amano molto colori sui toni del giallo, dell’arancio e del rosso.

In questi tre anni di lavoro sono cresciuta molto a livello professionale ma devo dire che ho fatto tesoro delle basi di stilismo, di marketing e di grafica imparate tra i banchi dell’Its Machina Lonati.

Che competenze servono per diventare Product Manager? Sicuramente è necessaria la capacità di lavorare in team abbinata a buone doti organizzative e di coordinamento. La sensibilità creativa deve sapersi integrare con il gusto e le richieste dello stilista e le necessità di mercato. Fondamentale poi l’ottima conoscenza dell’inglese.

Sara Visentin
Product Manager Mauro Gasperi

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