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Mura&Pezza: storia di un incontro vincente

Mirko Mura e Alessandro Pezza sono due giovani designer bresciani, un felice connubio che nasce sui banchi di scuola essendo stati entrambi studenti, di Machina Lonati il primo e dell’Accademia SantaGiulia il secondo.

L’occasione da cui è scaturita la loro proficua collaborazione è stata la partecipazione e la premiazione ad un concorso bandito nel 2012 dall’Accademia SantaGiulia di DeaGourmet, azienda di Bastia Umbra, a cui entrambi hanno preso parte, Mirko con un progetto di grafica e Alessandro con uno di progettazione in quanto studente di interior design; le loro realizzazioni sono state poi esposte a Francoforte prima e negli Stati Uniti successivamente.
Da qui l’idea di unire le forze e dare vita, dalla combinazione del loro genio artistico, a Mura&Pezza.

Mirko e Alessandro oggi stati da noi stavolta in veste di ospiti per raccontare ai nuovi studenti la loro particolare esperienza, per portare un esempio di come la scuola possa essere fautrice di fortunati incontri e di storie di successo.

Il Direttore, Riccardo Romagnoli, ha aperto l’incontro con alcune considerazioni come l’importanza di sviluppare imprenditorialità specie in un paese come il nostro in cui la ricerca di lavoro nelle aziende è sempre più difficile e la media dei manager è di età abbastanza avanzata a differenza di altri paesi, come la Cina, in cui la tendenza è inversa. L’invito è ad aprire più Partite IVA, a mettersi in gioco, a non dimenticare mai l’importanza del lavoro creativo e ad inventarci una professione, proprio come nel caso di Mura&Pezza, senza mai svendere capacità e intelligenza che vanno vendute al giusto prezzo per non essere sfruttati e per non perdere la dignità nel lavoro.

Mirko e Alessandro ci hanno raccontato la loro storia: l’apertura del primo studio a Salò, scelta strategica anche per la notevole affluenza turistica estiva, l’attività inizialmente poliedrica e avviata a 360° destreggiandosi tra lavori di grafica, realizzazione di loghi, progettazione di cucine, sviluppo di siti web e gestione della comunicazione visiva per imprese del settore siderurgico, aspetto che fa ancora parte del loro lavoro.
La prima grande commessa acquisita è stato il restyling dell’Hotel Bella di San Felice del Benaco che richiedeva, tra l’altro, un ampliamento del numero di stanze, da 19 a 36. Una sfida nuova e notevole che ha avuto il successo sperato e che ha messo i due designer alla prova sul campo e li ha aiutati a creare una rete di contatti con nuove realtà e nuovi fornitori.
Il passo successivo è stato proporre a Mogg, azienda che produce particolari complementi d’arredo, il disegno di un tappeto dal nome Pietro basato sugli schizzi preparatori della pianta della Basilica di San Pietro, un tappeto tagliato in modo irregolare e con la bordatura fatta a mano. Dalla perplessità iniziale (l’azienda non trattava articoli di questo tipo nella gamma di prodotti) l’idea è poi piaciuta ed il progetto è andato in porto con conseguente notorietà dei due designer che hanno avuto spazio in questo modo anche su riviste di settore di un certo rilievo.

Il passaggio al mondo della gioielleria, attuale core business, è avvenuto tramite il contatto con Harry Georje Bodikian, uno dei maestri gioiellieri più noti in Australia, insignito di vari premi a livello internazionale. Per lui i due ragazzi hanno disegnato un anello, un modello semplice che gioca con i vuoti e i pieni che è poi il pezzo base dell’attuale collezione (rappresenta infatti lo scheletro di tutta la linea) per dare un’identità al brand. La creazione è piaciuta ed è stata messa a catalogo e questo ha aperto un nuovo importante canale di collaborazione.

Da questi ultimi rilevanti accadimenti è stata naturale la necessità di un cambiamento che li ha portati a strutturarsi in un’azienda con nome Mura&Pezza, a cambiare studio per avere a disposizione anche un atelier e ad attivare una serie di collaborazioni con figure che gravitano attorno al mondo del gioiello quali personal shopper, wedding planner e altri fornitori.

Filo conduttore dell’attività di Mura&Pezza è l’elogio dell’italianità, tanto apprezzata all’estero (per assurdo il Made in Italy è più apprezzato all’estero che in Italia) e intesa come filosofia di vita, design, cibo e cultura.

La prima collezione sul mercato si chiama Essenza, dal design minimale e con richiami al mondo dell’arte e all’architettura, realizzata con l’utilizzo di materiali quali argento e oro a 18, 14 o 9 carati, declinati in varie finiture e con un range di prezzo estremamente vario che va dai 300 ai 30.000 euro in funzione della destinazione dell’oggetto, lo showroom del mondo della moda piuttosto che le gioiellerie d’alto livello.
Il concetto base resta comunque sempre quello di non modificare l’immagine della linea e mantenere un alto livello di qualità.

Alessandro e Mirko tendono a ribadire che questo per loro è un punto di partenza, ci sarà tanto su cui lavorare, nel futuro vedono nuove collezioni, anche dedicate al pubblico maschile nonostante il bacino d’utenza femminile per questo genere di articoli sia notevolmente più ampio.

L’invito agli studenti, che hanno ascoltato con estremo interesse, è di sperimentare il più possibile, perché più si sperimenta più si diventa interessanti per il mercato. Ciò che emerge inoltre è l’importanza della relazione, a tutti i livelli ma ancor più nella scuola: “aprire le porte”, partecipare anche alle altre lezioni, essere curiosi, cercare di apprendere il più possibile, ampliare il raggio di conoscenze per uno scambio reciproco e per acquisire nuove competenze, da qui nascono importanti sinergie che si traducono in qualcosa di concreto, in un progetto condiviso e quello di Mura&Pezza ne è un esempio eclatante.

Ilaria Guzzi,
Tutor per ITS Machina Lonati

Guarda il video con la domanda fatta a Mirko Mura prima della conferenza

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